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i nostri feeds

scritto da LuisSuarez lunedì, 19 maggio 2008 alle 20:05
in campionato, pagelle | commenti (237)

   Aggiornamento meteo. La pioggia che ha condizionato la gara del Tardini ed una parte dei festeggiamenti nerazzurri non era altro che le lacrime delle vedove, dei burattini, delle badanti, del gabidano, del gabidan futuro e dei milanisti, delusi dalla mancata qualificazione in Champions. Neanche i fazzoletti di Luciano "Kleenex" Spalletti sono bastati per asciugare campo e strade.

   Julio Cesar 6,5 - Viene chiamato in causa da Morrone al minuto 8. Il tiro è centrale ma il portierone brasiliano chiude bene lo specchio. Durante il forcing parmense non azzarda (saggiamente) la presa sui cross di Gasbarroni e Reginaldo. Maicon 7- La gomitata di Couto rischia di metterlo ko. Sarebbe stato l'ennesimo segnale negativo sul fronte infortuni. Maciste si riprende sul piano fisico ma non su quello della lucidità. Buona la corsa ma resa spesso vana dall'imprecisione al cross. Solo a fine gara riesce a piazzare l'assist che sancisce la vittoria nerazzurra. Rivas 7+ - È il migliore dei suoi compagni di reparto. Anticipa quando c'è da anticipare, attende quando c'è da attendere e spazza quando c'è da spazzare. Mette l'inaspettata firma sul 16° scudetto. Materazzi 6,5 - Lotta con Budan dal primo minuto inducendo l'attaccante parmense a numerosi interventi irregolari. Ha la freddezza e l'incoscenza per rischiare (scivolando) un'intervento rischiossissimo con lo stesso Budan lanciato a rete. Maxwell 6 - Non riesce a trovare con Cesar l'intesa di inizio stagione. Soffre Reginaldo prima e Gasbarroni poi. Deve togliersi di dosso la "sindrome del compitino".
scritto da hae lunedì, 19 maggio 2008 alle 10:25
in discussioni, campionato, mitologia | commenti (370)

   Tavola rotonda. Stasera al pub 4-4-2 di Via Procaccini, 61.
Si discuterà di "Inter di Herrera e Inter di Mancini", alla presenza di alcuni giornalisti sportivi tra cui Franco Rossi. Ingresso libero.

   Tutto in pochi minuti. In novanta - anzi: in quarantacinque minuti - si è deciso molto più che un campionato. Si è scritta una pagina di storia. Dopo diciotto anni (di trofei nazionali e internazionali) il Parma saluta la massima serie e, scivolando in quella cadetta, consegna all'Inter il primato di unico club italiano mai retrocesso in B. Roberto Mancini entra prepotentemente nella storia nerazzurra griffando il terzo titolo consecutivo sull'Albo d'oro della società milanese. Mai successo. Uno "scudetto eccessivo", come lo definisce Sconcerti sul Corsera: "Troppe polemiche, troppi infortuni, troppi nemici. C'è qualcosa di eccessivo in uno scudetto, alla fine meritato, e che porta una felicità particolare proprio perché un po' agra" (leggi). Uno scudetto controvento, contro tutto e tutti. Uno scudetto benedetto, perché corona il lavoro e la programmazione degli ultimi anni e consacra anche il campionato stravinto nella passata stagione. E forse, se Moratti farà la scelta giusta nelle prossime settimane, aprirà la strada ad altri primati.
scritto da hae domenica, 18 maggio 2008 alle 10:17
in discussioni, campionato, mitologia | commenti (524)

A me che sono innamorato / non venite a raccontare / quello che l'Inter deve fare / perché per noi niente è mai normale / né sconfitta né vittoria / che tanto è sempre la stessa storia / un'ora e mezza senza fiato / perché c'è solo l'Inter. - Graziano Romani

   Difficile spendere qualche parola a poche ore dal match che deciderà un'intera stagione. La metafora che accompagna i pensieri della maggior parte dei tifosi, nerazzurri e non, è quella dell'ultima curva. Negli sport motoristici è l'ultimo, delicato passaggio verso la bandierina a scacchi. Nel ciclismo è il portale sacro che introduce alla volata finale. All'ultima curva si può consacrare tutto il cammino svolto, evitando scivoloni e incidenti in mischia, tagliando con le braccia al cielo il traguardo. All'ultima curva si può anche sbandare e perdere la testa della corsa (e della classifica) in modo beffardo, dopo averla conservata per un intero torneo contro ogni tipo di insidia. L'Inter è come il ciclista solitario che si lascia il gruppone alle spalle e attraversa la tempesta, che scavalca la montagna e sfida la discesa ripida. Solo coi propri pensieri e l'idea della mèta di fronte a sé.

   L'ultima curva è oggi. Difficile spendere qualche parola a poche ore dal match che deciderà un'intera stagione. Ma una cosa è certa: che si vinca o si perda, che si gioisca dopo una lunga sofferenza o si soffra rimpiangendo le tante occasioni sprecate, c'è solo l'Inter. La più folle, bella e misteriosa creatura del football italiano.
scritto da hae venerdì, 16 maggio 2008 alle 10:41
in tre notizie in tre minuti | commenti (1249)
   Manchester alla amatriciana. È successo in occasione della finale di Coppa Uefa tra i russi di San Pietroburgo e i Rangers di Glasgow. Sono stati fermati 42 tifosi scozzesi: tra loro i 6 che hanno accoltellato il tifoso dello Zenit. Per par condicio sarà impedito ai supporters del... Chelsea di recarsi a Mosca per la finale di Champions. Il sindaco di Roma esprime soddisfazione. Intanto, dal momento che agli interisti è stata vietata la trasferta di Parma perché i romanisti accoltellano i catanesi, oggi la Gazzetta (vedi) si accorge finalmente del clamoroso fenomeno degli accoltellamenti giallorossi: "In questa amara vicenda di trasferte vietate c'è un dato che nessuno sembra voler prendere davvero sul serio: negli ultimi ventuno mesi 33 tifosi delle squadre ospiti sono stati accoltellati nei dintorni dello Stadio Olimpico. E sempre quando la squadra di casa era la Roma". Speriamo se ne accorga anche Vocalelly.

   Pericolo scampato. Scongiurato il rischio che gli ultras emiliani e quelli dell'Inter domenica potessero farsi guerra con un lancio di tortellini ripieni; preso atto di una una nota ufficiale con la quale i Boys Parma 1977 bocciano il divieto per gli interisti con parole di solidarietà e dànno una lezione a tutti i tromboni e i parassiti che si aggirano nei palazzi del calcio; i tifosi nerazzurri chiedono che sia messa in discussione la cornice della finale unica di Coppa Italia, che la Roma giocherà contro l'Inter nel "campo neutro" di... Roma (leggi). Avvertite Vocalelly.

   La bufala delle intercettazioni e delle scommesse. Domenica ci si gioca uno scudetto e non sia mai che lo vinca la squadra che vanta la migliore difesa del torneo e comanda la classifica da settembre nonostante le tormente mediatiche che da sei mesi a questa parte la tormentano. No, bisogna inventarsi una polemica al giorno perché l'Inter rischia di vincere un titolo che - lo ammette pure il romanista Zeman (leggi) - meriterebbe. Gli amici di interisti.org hanno raccolto in un illuminante sondaggio dal titolo Il potere di Moratti tutte le polemiche che, una per ogni giorno dell'ultima settimana, hanno accompagnato il cammino dei nerazzurri verso il traguardo. L'ultima, e più squallida, è quella relativa alle "intercettazioni". Ieri la versione on-line del Corriere della sera ha tenuto la notizia in primo piano per quasi dodici ore ed è subito diventata "la più letta". I titoli scelti dai giornali che hanno rilanciato e amplificato la "notizia" sono: "Al telefono col boss, interisti nei guai", "Intercettazioni con un presunto trafficante Mezza Inter è nei pasticci", "Droga, prostituzione e scommese: spunta l'Inter", "Intercettazioni telefoniche: giocatori nerazzurri nella bufera". Oggi, naturalmente non in primo piano, sempre dal Corsera si viene a sapere qualcosa di più intorno a questa vicenda per la quale nessun tesserato nerazzurro è indagato e non ci sono estremi sul piano penale e civile (i magistrati stanno considerando se stralciare la posizione degli interisti) né tantomeno su quello sportivo (non si parla con arbitri e designatori). Oggi quindi, dopo aver sputtanato il nome dell'Inter per una giornata intera sui giornali e nei telegiornali generando attraverso l'uso di condizionali e un linguaggio allusivo una confusione e una disinformazione incalcolabili, si viene a sapere (leggi) che questo sarto tuttofare che frequenta Appiano Gentile da 30 anni (Altobelli lo conobbe nel 1977 al suo arrivo all'Inter) andava procurando e proponendo, a margine della sua attività sartoriale, affari a buon mercato ai suoi amici della Pinetina. Materazzi si rivolge a lui chiedendogli degli scatoloni per un trasloco; Mancini (recentemente operatosi a un menisco) gli chiede delle stampelle e la possibilità di far riparare da un meccanico di fiducia la propria auto, ma anche la piega per alcuni pantaloni; a Zanetti viene proposto l'acquisto di una Ferrari e l'argentino risponde che non ama molto le Ferrari e si informa invece sulla possibilità di ordinare un bell'orologio. Non è abbastanza per spedire in serie B i nerazzurri o far scontare alla squadra di Mancini una penalizzazione in classifica; non è abbastanza neanche per un'ammenda o squalifiche: anche perché di questa storia delle scommesse a Trento non sanno nulla (leggi). Sicuramente è abbastanza per spedire lontano dall'Inter un Mancini (che minaccia azioni legali) ormai segnato dai continui attacchi rivolti alla sua persona e alla squadra e dall'atteggiamento di una società, quella di Moratti, che non sa o non vuole difenderlo (leggi e leggi).
scritto da LuisSuarez giovedì, 15 maggio 2008 alle 11:51
in tre notizie in tre minuti | commenti (324)
   Intercettati (1/2). L'obiettivo dei tifosi romanisti è stato raggiunto. Sapevano dallo scorso gennaio che sarebbe stata vietata loro la trasferta di Catania. L'unica cosa da fare era impedire che i tifosi nerazzurri potessero assistere alla trasferta di Parma. In un primo momento l'Osservatorio del Viminale aveva deciso di permettere la trasferta ai nerazzurri, in base ai criteri adottati lungo tutto l'arco della stagione. Il prefetto di Parma, deputato alla valutazione della rischiosità del match del Tardini, ha chiesto al Ministero dell'Interno di tornare sui propri passi. Trasferta quindi vietata (leggi). Nel frattempo sono cambiati i criteri di valutazione? Le risposte alla domanda retorica sono due. La par condicio auspicata (richiesta) da don Tonino 'i morti fanno parte di questo sport' Matarrese, sollecitata anche dall'etere romano, e la minaccia di supporters de lama ggica, di raggiungere Parma (leggi). Appare evidente come lo Stato, che non è stato ancora in grado di risolvere sul piano legislativo il problema del tifo violento, non riesca ad applicare nemmeno le leggi esistenti. Impedire agli interisti la trasferta di Parma perché i romanisti accoltellano i catanesi resta comunque una soluzione creativa. Per maggiori desolazioni, Franco Rossi e Laura Alari.

   Intercettati (2/2). Nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia inerente la presenza di Mancini, Mihajlovic e Zanetti (che da sola basterebbe per dare il giusto peso alla notizia...) nei brogliacci delle intercettazioni della procura di Trento su una vasta inchiesta anti-droga iniziata due anni or sono. Il telefono messo sotto controllo dagli inquirenti è quello di Domenico Brescia, pregiudicato (omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga), habituée della Pinetina da trent'anni (leggi) come sarto e socio di un negozio di abbigliamento dove tecnici e calciatori nerazzurri si fornivano. Donne, auto, orologi di valore, biglietti per lo stadio, telefonini, calciomercato, formazione e scudetto gli argomenti trattati nelle telefonate. Se sotto il profilo etico è comunque censurabile una "conoscenza" di questo genere, secondo i carabinieri del Ros non emerge alcuna responsabilità civile e penale degli interlocutori interisti del Brescia. Né tantomeno sotto il profilo sportivo. Lascia perciò perplessi la tempistica della notizia, trapelata a tre giorni dalla sfida decisiva di Parma. Non abbiamo gli elementi per affermare con certezza che si tratti dell'ennesimo tentativo di destabilizzazione, ormai sono innumerevoli. Ma di sicuro l'ambiente nerazzurro dovrà fronteggiare anche questa raffica di vento nella sua regata di bolina. Nel frattempo il pm di Milano Marcello Musso sta pensando di aprire un fascicolo per fuga di notizie (vedi Corriere, Gazzetta, Stampa e Iostoconmancini). Tra mille perplessità rimane un significativo elemento controverso: possibile che il deus ex machina delle intercettazioni (almeno secondo i visionari e patetici tifosi della vecchia Ju*e), Marco Tronchetti Provera, non abbia avvertito Mancini&Co. sulla presenza dei loro nomi nelle intercettazioni?

   Intercettabili.  "L'Inter fino a qualche tempo fa non avrebbe avuto problemi a battere il Parma. Ma adesso ce la stiamo facendo davvero sotto" (leggi). Parole e musica di Luciano Libague. È pronto per scivere la prefazione al prossimo libro di Severgnini. Che non uscirà.

 Leggi anche...
scritto da taribo59 mercoledì, 14 maggio 2008 alle 19:58
in discussioni, media, campionato | commenti (141)

L'Inter del maggio 2008 sta psicologicamente molto peggio di quella del maggio 2002, oltre a sentire l'avversione di tutti (chi per lavoro aveva dieci schermi affiancati è rimasto impressionato dall'esultanza globale alla notizia della parata di Manninger sul rigore di Materazzi), fisicamente è al lumicino. Ha contro un'avversaria più debole ma molto più motivata di quella Lazio. Ma ha un significativo plus: è una realtà in cui quasi tutti remano nella stessa direzione, per merito di un allenatore che ha scelto fare le veci dei dirigenti piuttosto che subirli come fu a suo tempo per Cùper. - Stefano Olivari

   Un secolo fa, il 20 gennaio, finiva il girone d’andata con i nerazzurri a quota 49 punti (record eguagliato). Un paio di punti l’Inter li aveva appena strappati di forza al Parma al Meazza: ha ragione Mimmo Di Carlo a ricordarlo, le decisioni dell’arbitro Gervasoni (rigore negato a Corradi, rigore dubbio concesso per fallo di Couto) contribuirono a spostare l’equilibrio. Poi Ibra segnò al novantesimo quello che resta l’ultimo suo gol su azione. Un girone fa...
scritto da hae mercoledì, 14 maggio 2008 alle 11:08
in media, controinformazione, aiutateli, rometta | commenti (236)

Gli interisti potranno andare a Parma, i romanisti non potranno andare a Catania. Con tutto il rispetto di chi deve garantire l'ordine [...] resta chiarissimo dal punto di vista sportivo lo squilibrio che questa decisione può creare. Alessandro Vocalelli

   Caro Vocalelli, Lei ha ragione. Questo non è un Paese normale. E il giornale che Lei dirige ne è un esempio lampante. Nelle ultime ore rimbalza infatti dalla Capitale l'ennesima polemica montata ad arte. Montata ad arte con un solo scopo, diciamocelo. Quello di infiammare la vigilia di una gara, l'ultima di questo tormentato torneo, che dovrebbe decidere l'assegnazione del titolo. E di far passare l'Inter come la Società che si gioverebbe, ancora una volta, di un qualche trattamento di favore in chiave scudetto. Uno scudetto da ridere, come titolavate voi stessi settimane addietro (naturalmente NON a proposito della rete regolare di Ibrahimovic annullata a Udine con un'Inter in 10 uomini per oltre un'ora o alla rete in off-side di tre metri di Camoranesi o di Rocchi in Lazio-Inter o del rigore concesso al Napoli; questo non è da ridere).
scritto da taribo59 martedì, 13 maggio 2008 alle 11:37
in discussioni, campionato | commenti (340)
   Non so se è chiaro a tutti, almeno fra interisti: vincere questo scudetto cambierà la storia dell’Inter, spazzerà via in un sol colpo una quantità di episodi nefasti, scorie psicologiche, un senso di inferiorità cosmico. Perderlo, avrebbe effetti moltiplicativi, sarebbe una ferita sanguinante per molto tempo. Perciò, in questi giorni che ci separano dall’ultima di campionato va fatto un gigantesco sforzo di razionalità. Sono grato a Moratti che ieri si è negato ai microfoni, promettendo di farlo per l’intera settimana. Sono grato anche a Ghirardi che, esonerando Cuper, ha spazzato via almeno una delle tante nubi che incombono sul Tardini. Ma lo sforzo di razionalità rimane enorme, perché anche il più ottimista fra noi non può negare un dato di fatto: l’inerzia del campionato piega verso la Roma.

   Molti tendono a fissarsi sull’immagine emblematica, la quintessenza della storia nerazzurra, ma il rigore di Materazzi non deve cancellare i tanti altri errori compiuti domenica contro il Siena. Avessimo pareggiato senza avere l’opportunità di battere quel rigore, ci sentiremmo meno depressi. Aver dissipato 10 degli 11 punti di vantaggio, di cui 5 nelle ultime due partite, significa questo: la Roma vola sulle ali di un entusiasmo che le deriva dalla convinzione nei propri mezzi ma non solo; mentre l’Inter ha le ali impiombate dalla paura e dal clima creato ad arte attorno all'ambiente nerazzurro. Giocando con paura, con ansia, con scarso raziocinio, qualunque avversario (persino il Parma) può diventare formidabile. E invertire l’inerzia, in una corsa a tappe, è quasi impossibile: si può frenarla, e per farlo, a Parma, c’è solo un risultato.

   Spero che nessuno stia con l’orecchio alla radiolina. L’Inter deve segnare 2-3 gol e subirne al massimo uno, disinteressandosi completamente di quanto starà accadendo a Catania. Un gol della squadra di Zenga può spingere a calcoli assurdi, un gol della Roma può far subentrare il panico: certo, ci saranno le urla sulle tribune, a scandire il risultato parallelo, ma la panchina deve isolare la squadra da questa variabile. Tutta la determinazione residua va incanalata in 90 minuti intelligenti (mancherà Cambiasso), giocati di squadra, senza farsi prendere dalla frenesia e dalla voglia di vincere da soli (vera colpa di Materazzi). Nei prossimi giorni, proverò a scrivere alcune preferenze sulla formazione e sulla tattica. Oggi mi limito a segnalare l’esigenza di reintrodurre un po’ di sangue slavo nell’11 titolare. Più che per la cifra tecnica, vorrei vedere in campo Chivu, Ibrahimovic e soprattutto Stankovic perché per loro vale il titolo di un famoso libro, a cui sento il bisogno di aggrapparmi: “io non ho paura”.
scritto da LuisSuarez lunedì, 12 maggio 2008 alle 11:36
in campionato, pagelle | commenti (345)

   Un finale da brividi. Il copione prevedeva l'Inter vincente contro il Siena dinanzi al suo pubblico. Poi cori, clacson, bandiere, sfottò, birra, vedove a piangere e burattini al servizio. Nulla di tutto questo. E' arrivato il classico colpo di scena. L'Inter non vince, la Roma non sbaglia, il Parma non retrocede, il Catania non riesce a salvarsi e l'Empoli ha ancora le sue chances. Cuper da una parte, Zenga dall'altra, Del Piero che riapre la lotta salvezza e Materazzi che cerca l'appuntamento con la storia, senza trovarlo (o forse sì). Un finale thrilling che nemmeno gli sceneggiatori di Prison Break avrebbero potuto scrivere. I fantasmi e gli spettri del passato sono lì, pronti ad aspettarci. L'unico modo per sconfiggerli è non dare loro troppa importanza. L'accostamento col 5 maggio è inevitabile, ma a Parma, forse, non ci sarà nemmeno l'unico reduce in campo ieri. La gestione del gruppo sarà fondamentale per recuperare il gap che in questo momento ci separa dalla Roma. Loro con il morale alle stelle, noi sotto le suole. Ultima chiamata. Nella speranza che la storia non abbia ancora una volta il telefono occupato.

   Julio Cesar 6 - Sul primo goal il pallone gli passa sotto le gambe. E' bravissimo a chiudere lo specchio a Rossi nell'occasione che avrebbe regalato il vantaggio al Siena. Non gli è capitato spesso di subire tre tiri e raccogliere due volte il pallone in fondo al sacco. Maicon 6,5 - Complice l'atteggiamento remissivo del Siena, solca la fascia senza soluzione di continuità. Paradossalmente la palla migliore la getta in area con le mani per l'azione del momentaneo 2-1 di Balotelli. Burdisso 5 - In ritardo nell'occasione del primo goal, poteva far di meglio sull'azione del raddoppio. Materazzi 4 - Voleva entrare nella storia di questo campionato: obiettivo raggiunto. Maxwell 5 - La sufficienza con la quale regala il pallone all'esterno del Siena nell'occasione del raddoppio è la stessa delle tante disattenzioni di questa stagione. 

scritto da hae domenica, 11 maggio 2008 alle 17:31
in discussioni, campionato | commenti (422)
   Rimandato ogni verdetto. Per lo scudetto (tra Inter e Roma), per il quarto posto (Fiorentina e Milan) e nella lotta per non retrocedere (Parma e Catania; in teoria anche Empoli). Le sensazioni non sono buone, ovvio. Il Catania (36 punti) non sembra poter opporre alla Roma la resistenza che al "Tardini" ci opporrà un Parma (34) che è ad un passo dalla serie B ma ha un'ottima cifra tecnica. Ma non è ancora finita.

   È andato tutto storto oggi. E di questa giornata Marco Materazzi è un interprete perfetto: la traversa piena nel primo tempo; il destro di Cruz che il difensore ha intercettato rotolando amenamente nell'area toscana; il rigore fallito (dopo esserselo procurato) nel secondo tempo. Rigore che avrebbe dovuto calciare Cruz. La classifica dice 82 Inter, 81 Roma. La classifica dice che domenica bisogna vincere. Quel punto di vantaggio che abbiamo dice che dipende tutto da noi. E questa, anche in una giornata in cui è andato tutto storto, è pur sempre una (magra) consolazione. Il destino è nelle nostre mani. Se perderemo questo scudetto dovremo assumercene le responsabilità e fare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto contro di noi, nonostante le strumentalizzazioni e il gioco sporco consumato attorno all'Inter, i complimenti ai nostri avversari. Lo sport è questo. Ma, ripetiamo, non è ancora finita.